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Ringrazio Chi sono in questo
momento Chi mi scruta
Puffomynkja in 7 AnimeIo ne ho una ... Ho
mostrato di me Voyeurs On
air
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domenica, 18 gennaio 2009 7 Anime Io ne ho una soltanto e a volte ho creduto pure di perderla. Sono qui, a mezzanotte passata da un pezzo, a cercare di vuotare il magone che mi si è formato dentro. Ti cerco in linea e non ci sei. Ti cerco al telefono e un suono assordante di discoteca allontana le mie parole al tuo ascolto. Amore? Mi senti? No, che non mi sente. Riattacco. Cazzo ci faccio qui all’una di notte con un panino al prosciutto in mano che divoro in pochi bocconi per quietare lo stomaco da troppo tempo lasciato vuoto? Vuole anche lui la sua parte. E la voglio anche io. Voglio la mia parte. Vorrei te. Sei l’unico che riesce a quietarmi e lo sai. L’unico cui basta sorridermi per riportarmi al nostro mondo fatto di sorrisi e togliermi via da quel buco nero in cui cado quando mi sento fragile. Sono andata al cinema con mia madre. Volevamo vedere “7 anime” perché nonostante io non apprezzi Muccino senior per via del Muccino Junior ho cercato di mettere da parte quei paletti che mi pongo senza una ragione vera. Tipo, non oso dirlo ad alta voce, ma in questi giorni che ho mangiato delle clementine per assorbire un po’ di vitamina c che facesse andar via questo raffreddore mi sono ricreduta. Sono buone! E non lo dirò nemmeno a te. Ilaria odia la frutta e così deve essere. Però Muccino no. Muccino merita una chance. E gliel’ho data. E ne è valsa la pena. E ora lo odio, più di prima, perché mi ha reso fragile. Mi ha quasi portato alle lacrime. E forse non era lui, ma Will Smith. E quella sua faccia da uomo autistico e incredibilmente dolce. E tutto il contorno. Immaginarie lacrime scendono giù. Magone va’ via, ti prego. Non ne posso più. Perché la vita non è così. La vita non è triste. La vita non è perdere la donna che hai sposato in un incidente stradale da te causato portandosi dietro altre sei vittime. No. La vita non è questo. E’ molto più triste certe volte. Se penso che tutti si preoccupano di Gaza e nessuno di Israele. Ecco. E’ molto più triste. Amore dove sei? Dove eri quando nel cinema avrei voluto stringerti la mano e assaporare quell’amore che sai darmi anche solo stringendomi la mano? Dove eri quando Ben Thomas si finge un agente del fisco per cambiare la vita a 7 persone e ripagare così le 7 che ha mandato al diavolo? Dove eri quando non ha messo in conto che l’amore è più forte di qualsiasi cosa e nasce quando meno te lo aspetti? Dove eri quando era disperato per le scelte che voleva portare avanti, ma che a pensarci bene lui è soltanto un uomo e un uomo non può fare certe scelte? Dove eri quando è finito il film e l’unica cosa che volevo in quel momento era nascondermi sotto le coperte e trovare te e sentire il tuo cuore battere e saperti lì vicino a me mi avrebbe reso la donna più felice del mondo? Dove sei ora? Sei in un sms… che mi arriva poco dopo aver riattaccato. “Pizzi, che peccato che non ti sentivo… Torno tra un po’ e ti amo tantissimo… Penso a te e mi accorgo che… semplicemente non ci sono confronti! A domani.”
(Stanotte, prima di spendere un'altra ora a leggere Inshallah della Fallaci e crollare poi dal sonno)
venerdì, 03 ottobre 2008 FLASHBACK Il viaggio non è stato duro, ma lungo. Questo si. Mamma non vuole ancora prendere aerei, e l'unica via per raggiungere Olbia è il mare. Per fortuna la nave è grande e lei, mia madre, non si fa mancare i comforts. Una cabina prima classe esterna. Abbiamo un oblò e ci posso vedere davvero poco a causa della condensa al di là del vetro; però sento il mare. E immagino le stelle che avrei voluto vedere. Neanche dal ponte riesco perché c'è troppo vento, troppe luci e troppo schiamazzo da parte di orde di giovani non ancora intenti a voler dormire. E poi il cielo sembra anche più lontano, qua giù, dal mare. Strano. La notte di San Lorenzo scorre via così. Stesa su una cuccia-letto appesa ad una parete della cabina su cui si accede tramite una scaletta. E' comoda, a dispetto di tutto, se non fosse che gelo a causa dell'aria condizionata che non si può spegnere, ma solo mettere al minimo. Corro in bagno, prendo uno dei teli ed escogito un sistema per dirigere l'aria verso la porta e non verso di me: poi prendo il lenzuolo, una coperta piegata a doppio e dormo. Ogni tanto mi sveglio a causa della mareggiata, ma niente di che. Alle 5.45 un dlindlon seguito da messaggio ci avverte che stiamo per approdare e dobbiamo lasciare le cabine. Mettiamo piede su terra sarda. Non sarà la vacanza che mi sono immaginata, ma non so il perché. data (un po' di anni fa) viaggio civitavecchia-olbia
mercoledì, 23 luglio 2008 Questo blog chiude bottega. Si va tutti in ferie. Me lo stramerito. Dopo il blocco psicologico che mi ha impedito di fare esami per mesi e mesi eccomi con in bottino 4 esami in due mesi. Un buon andazzo, non c'è che dire. Siore e siori, amici e amiche -2 e poi vi mando le partecipazioni della festa, ma anche no. Ora vo, mi tocca abbrustolirmi al sole per i prossimi 31 giorni. Un abbraccio a due persone. Simone, ovvio. Todo, meno ovvio, ma meritevole perché è cmq un portafortuna. :p
giovedì, 03 luglio 2008 Non so più nulla di voi. Non vi vengo a trovare. Che ragazzaccia che sono... Questa volta non tiro in ballo il tempo, ma solo le priorità che mi son data. Mi son messa per l'ennesima volta al centro del mio mondo rosa. Quei tre esami li ho dati. E' stato grandioso, e mi son persa tre grammi di anima, credetemi. Perché di anima? Perché son stati giorni in cui ho avuto incubi e paure, ho temuto di cedere e lo stavo quasi per fare, anzi lo avevo fatto, salvo poi essere presa di peso dagli amici più cari (due) e posta in aula per dare l'ennesimo esame. Quegli amici mi hanno salvato il labile ordine psicologico che ancora tenevo legato ad un filo. Siamo a meno tre, non è ancora finita, ma posso dire che sono orgogliosa di me stessa e della forza che ho saputo tirare fuori al momento giusto. Come ricompensa me ne son fuggita in quel de L'Aquila. Con Simone. In un tour de force di matrimoni e congressi di archeologia (Chieti). Nonostante io abbia mangiato l'impossibile, son tornata più magra di prima, frutto forse dello stress accumulato. Ho ricevuto complimenti da ogni dove e in più ci hanno detto che siamo una bellissima coppia. Non so voi, ma io sto già pensando dove celebrerò il mio matrimonio. Ho voglia di questa famiglia che mi sono scelta. Ho voglia di pargoletti, una casa tutta nostra, una vita normale, ma felice. Intanto sono di nuovo sui libri. Cercherò di respirare ogni tanto e di portarvi qualche biscotto per il thé che mi offrirete da buoni vicini. Vi abbraccio tutti. p.s. Todo, è inutile che sbuffi. p.p.s. Doc. Il premio Troisi? Mi son persa De Gregori, mannaggia la capoccia mia. :( Sarà per un'altra volta.
domenica, 08 giugno 2008 Che vi devo dire. Proprio nulla. Son gelosa assai della mia vita ultimamente e ve ne sarete accorti. Per nessun motivo in particolare. No, non so dirvi il perché. Scriverò però di una cosa che sta tanto a cuore a me come a voi. La mia ferrea salute che proprio ferrea non è, ma non ci lamentiamo. Ormai un paio di mesi fa mi mossi, un po' per disperazione dei continui solleciti da parte di familiari e amici un po' perché iniziavo a sentire un dolore quasi lancinante al solo sfiorarle Non vi dico i giri e rigiri che feci perché non mi dissero Umiliata e innervosita ero quasi sul punto di andarmene Perché vi racconto tutto questo? Perché un domani, quando deciderò di andarmene da questo postaccio per lavorare altrove rileggerò queste righe trovando un ulteriore punto a favore per partire. Vi ringrazio per l'attenzione, andate in pace p.s. ah, il tutto alla modica cifra di dieci euro!
martedì, 06 maggio 2008 La verità è che questo blog iniziava a starmi stretto. Ho pensato di allontanarmene per poi ritornare ogni tanto, magari con un bel template nuovo di zecca, senza il porcellino o quei ridicoli Pon&Zi che si strapazzano d’amore. Giuro che ho tentato di mettermi davanti al pc e rinnovarlo, rinnovarmi, ma tutto dalla prima all’ultima virgola sono io. Sono io, sono me dice Alekos Panagulis eroe del romanzo che sto leggendo della povera “passata a miglior vita” Fallaci Oriana. Ogni volta che vuole identificarsi come saluto di persona o al telefono costui dice sempre Sono io, sono me, Sono Panagulis! E ogni volta vorrei rispondergli: ma che cazo dici? Poi mi ricordo che forse in greco (l’eroe è greco signore e signori, un eroe greco come non se ne sono mai visti e aggiungerei per fortuna perché mi dà ai nervi) ha un senso quell’uso improprio della grammatica. Non ho approfondito, non me ne volete. Sono io anche in questo. Sono Ilaria. E questo non devo perderlo di vista. Dicevo, avrei voluto tante cose, ma le priorità erano altre. Vi spiego, solo a risposta dei vostri commenti, che in realtà Lupo Alberto era messo lì tanto per, una bella pausa e i lavori in corso non c’entrano nulla, però lasciava un bel sospeso e non me lo volevo perdere. Qualcuno mi ha chiesto se non scrivessi per mancanza di idee. Un uomo è finito senza idee. Chi dotato di un minimo di intelletto è privo di idee? Ne avevo tante, tutte sovrapposte, non le distinguevo. Non distinguevo nemmeno più me stessa. Persa nella moltitudine di ragazzi in giro per l’università a cercare di trovare un punto fermo nella laurea non capivo più dove ero e perché c’ero. Unico pensiero certo, la voglia infinita di rifugiarmi in quel di Bonn, isola felice che per ora ho potuto salutare per 5 giorni un mesetto fa. Indovinate un po’ che tempo che faceva? Ovviamente pioveva e faceva un freddo tale che Simone mi ha imprestato il suo cappottone-piumone che mi faceva stare tanto bene e mi faceva molto tedesca che se ne strafrega della moda. Moda che peraltro quest’anno ho deciso di seguire perché voglio far più la donnina e meno il maschiaccio, che prima o poi dovrò sfornare una figlioletta e dovrà prendere esempio da me e se mi riconosce come padre e non come madre, lì son cavoli amari! La moda si, con un bel paio di ballerine nere Tommy Hilfiger che se vuoi far la modella (le modelle son quelle che indossano la moda, ma non la fanno) devi mettere pure le cose costose, ma principalmente la rivoluzione sta nel fatto che fino a quando non le ho viste indossare a Carla Bruni con disinvoltura anche in occasioni ufficiali le schifavo come una parte di noi schifa la morte. Ecco. Non pensiate che ora carla Bruni è il mio mito. Anzi no. Però ha abbattuto un muro, quello dei clichè, delle regole. Bene me ne strafrego anche io e se prima avevo come regola essere contro la moda in tutto e per tutto ora farò della moda un mio uso e consumo personale provando anche ad essere me stessa con quel vestito nero che la parte di sotto è definita “a palloncino” e più lo guardavo e più mi dicevo: ma chi lo dice che solo le basse magre possono portare una roba del genere? Io che c’ho che non va? Nulla, solo sono un pochetto giunonica, ma probabilmente meglio avere tanta carne e molto cervello piuttosto che poca carne e una voce da oca che si accompagna benissimo al cervello da gallina che hanno le tipe che di solito seguono come schiave la moda. Ecco. Volevo dire questo, ma anche che ieri ero in una delle funicolari della mia città perfettamente seduta mentre due uomini mi erano in piedi di fianco e parlavano di un’amante. Si, uno dei aveva un amante e non mi interessa che lui dicesse che l’amava, per me era uno schifoso stronzo che era meglio se nasceva quadrupede così poteva inchiappettarsi chi cazo voleva, perché poi era doppiamente schifoso in quanto voleva apparire come uno di quelli della Napoli bene sui 45 anni, capelli arruffati in testa per nascondere la calvizie incipiente, un colorito che definire abbronzato è poco, un completo casual con su la giacca da cui si intravedeva questa camicia fighetta con le cifre ricamate e gliel’avrei voluta incendiare e trovandomi forse anche lui qualche ustione se la sarebbe presa per benino. Vi dico che il mondo è diventato una brutta copia di un’essenza sbiadita e ancora più brutta. Vi dico che dovunque mi giro ormai classifico la gente in trogloditi e mezzi trogloditi. Perché di persone evolute ne vedo sempre meno e se devo averci a che fare (perché ne ho un bisogno esasperato) devo telefonarla mentre sono ad un convegno sulla neurologia del comportamento e sono così impastata di tutte queste distrazioni che gli dico che sono ad un convegno sulle demenze, quando la demenza io la incontro tutti i giorni in metrò, al tg, sui giornali e via discorrendo. Ragazzi miei, tra un po’ moriremo. Ci incontriamo in Paradiso spero. Io ci credo (al Paradiso, mica al fatto che incontrerò voi!)
martedì, 25 marzo 2008
Non preoccupatevi. Tra un po' torno ^__^
venerdì, 14 marzo 2008 Sentivo le guance arrossire, la saliva arretrare nei meandri più bui dei canalicoli ghiandolari... Che stava dicendo? Simone ed io cerchiamo di sentirci il più possibile. Nei ritagli di tempo. Il più delle volte capita la sera, mentre sono nella stessa stanza con mio fratello all'altro pc e mia madre che guarda la tv. Io al mio portatile con qualche connessione di fortuna che scrocco perché ancora non mi son degnata di farmi mandare il router wireless da tiscali... Certe volte si diverte a farmi domande un po' sconce tanto per mettermi in difficoltà, poiché lo sa che non posso dire nulla e devo "subire", al massimo faccio giri di parole usando quelle che più possono essere adatte a rispondergli e che possano avere comunque sensi del tutto casti. Stavolta però mi ha sorpreso tirando giù dalle nuvole qualcosa del tipo: poi me le dovrai raccontare le tue esperienze lesbo! E io: ma che stai a dire? E lui: si, me lo ha detto una volta di cose che facesti con una tua amica... e io voglio sapere meglio... Il mio sbalordimento girava attorno a due punti. Simone non mi chiede mai nulla del mio passato. Simone non dovrebbe sapere nulla o quasi del mio passato. A meno che..., ma no, non sarà questo il caso, cioè, leggendo questo blog potrebbe venire a conoscenza di tutto o quasi il mio passato, ma mi ha detto più volte che lo legge solo in mia presenza... Intendiamoci, non è che io giochi a far con lui la santarellina, però mi pare di ricordare che mi ero ripromessa una cosa: ripartire da zero. Dimenticare tutto. Fare finta che appartenesse al passato di altri. Essere una nuova Ilaria. Per lui. Per sempre. Punto e a capo. Da dove salta fuori la storia delle mie passate esperienze? Poi, definirle lesbo è dire troppo. Non esageriamo suvvia. Ho subìto, non ho ricambiato; due bacetti, morsicini, leccatine e carezzine, non si possono definire un'esperienza lesbo. Soprattutto se poi io non c'ho provato perfettamente nulla. Probabilmente gliene avrò parlato e me ne sarò dimenticata. Faccio sempre così. L'importante è che lui accetti anche questo di me. Tutto l'insieme. Un bel pacco, doppio pacco, controppaccotto. Non è da tutti, ma da lui... si!
sabato, 08 marzo 2008 Questa piccola grande donna mi tira in ballo per ben due motivi. 1) Seguire una catena. 2) Aggiornare, per non perdere la faccia che ho (che se poi per contrappasso mi dessero una a caso tra ferrara, berlusconi e perché no quella di bossi io credo fermamente che mi limiterei a tagliarmi la gola) E la prima delle regole è rispettata. (linkare il "bastardo" che ti fa perdere tempo Passiamo alla seconda. Vi indico per benino chi deve proseguire questa cosa qui così magari prima o poi la si fa finita (dovranno pur finire gli abitanti di splinder, o no?) mmh... vi dirò... scorrendo la lista dei miei amicidiblog pensavo che non sono una troppo curiosa, che son ben pettegola su certi argomenti, ma che di fondo sono una che non chiede, ma che sa ascoltare senza fiatare. Dunque sceglietevi voi e riferitemi, anche in privato Ebbene eccoci alla terza regola. Son appunto 3 i segreti da raccontare in questa catena. Eccovi i miei. a) Ieri sera guardando "I cesaroni" (che mia madre ama vedere la tv con me, e non posso scegliere i programmi) nella scena finale son scoppiata a piangere guardando quell'amore interrotto... è che sono una romanticona. b) Io voglio una vita tranquilla... ehm... no, scusate, è che sto ascoltando tricarico e m'è scappato lì il pensiero. Certo è che un pochino stonato lo è, ma quanto mi fa riflettere... questo ragazzo è un genio.... b-bis) (scusate, ho un blocco. è lo scotto da pagare nello scrivere in questo diario tutto quello che mi passa per la mente)... mmm... mmm... chiamo spesso simone col nome di cristiano, mio compagno di università e fretellino adottato. Il fatto è che le cose son queste: se solo provassi un minimo di attrazione per lui sarebbe diventato da tempo il mio ragazzo... ehm, perchè? perché è eccezionale. che c'entra con simone? boh. sarà che gli rassomiglia caratterialmente, sarà che son biondini entrambi... non lo so. sarà che voglio bene a tutti e due con la stessa intensità, ma modi opposti... li confondo ogni tanto c) Sono invidiosa di chi sa portare bene i tacchi... io purtroppo se li metto divento un po' goffa, perché sfioro i due metri, perché mi fanno venire male alla schiena e perché porto sempre le scarpe basse, quindi ci son poco abituata... eh, che bisogna fa' pe' sti 180 cm di altezza... p.s. secondo voi lo formeranno mai un partito di sole donne? e non dico donne idiote, ma donne ben formate, con la testa sulle spalle, e una gran fetta di cervello al posto dei bigodini e che per carità non facciano uso delle autoreggenti in pubblico.
sabato, 01 marzo 2008 Sarà che il mese di febbraio non mi piace poi tanto, sarà che ci sarà qualche congiunzione astrale che si ripete ogni anno, sarà che molto probabilmente sono troppo stressata perché l'università cerca di crearmi tutti gli intoppi possibili, sarà che io sono del tutto sbagliata, ma intanto ci sto litigando con fervente impegno. Ogni tanto con il mio fare insolente gli dico: senti, io sono così, tu in un altro modo. Ora, io ti dico chiaramente ciò di cui ho bisogno, ti do l'opportunità di fare le cose nel modo giusto, non riesci a farle? non vuoi farle? Allora la soluzione è una. La butto lì come se niente fosse. In realtà mi cago sotto dalla paura. Mi cago sotto del fatto che molto probabilmente la laurea slitta a settembre e non a luglio come avrei voluto che fosse; mi cago sotto che mi sento fin troppo senza forze e ho paura che uno di questi giorni sbatto a terra e arrivederci in Paradiso; mi cago sotto che lui per orgoglio alla fine dica: e allora lasciamoci! Invece continua a ripetermi: non ti voglio perdere. Intendiamoci. Non è che sono la solita stronza della situazione che se ne approfitta di una persona fantastica che tiene a me. Eh no. Il fatto è che voglia o non voglia la lontananza mi sta pesando troppo e avrei bisogno che lui mi stesse completamente vicino, cosa che non fa. Perché c'è il lavoro, ci sono gli amici, ci sono i viaggi. Io dove sono? Lui dice in cima alla lista. Ecco. Poi però scende in Italia e al massimo può venire due giorni stentati perché ha altro da fare in Italia e ci è sceso apposta, anzi mi mette il broncio che non faccio come al solito, che non lo raggiungo lì dov'è. Stavolta no. Se stavolta lo seguo (continuo a ripetermi dall'altro ieri) sbatto a terra. Non ho la forza. Non mi sento per nulla bene. Ho paura. Il risultato? Sono troppo nervosa. Mia madre vedendomi diventa isterica, mi fa notare tutte le cose negative di questa storia e io crollo. Facciamo così, ora piango un po' che poi mi passa. Forse. p.s. E' che sono follemente presa da lui. Che per la prima volta non mi costa fatica dire a qualcuno "Ti amo". E' che mi domando cosa cavolo dovrei fare per essere più leggera su certe cose... E' che mi domando perché tutto ciò che faccio deve avere 100 ostacoli da superare. Stavolta però chissà se ce la farò... ma si!
martedì, 26 febbraio 2008 Io l'ho trovato divertente... E auguro un gattino così a ognuno di voi ^__^
domenica, 24 febbraio 2008 Parliamo del mio lato bugiardo. Chiariamo che si estrinseca solo in due aspetti e uno di questi è prettamente rivolto a mia madre. Non mi piace dirle proprio tutto poiché alla fine mi ritrovo una mamma impicciona come è diventata e che mi fa continue domande relative anche alla mia sfera sessuale. Probabilmente continuando a dirle una certa cosa non risolvo la situazione. Perché alla fine finisce pure per preoccuparsi che sono anormale... Cosa le dico di tanto esagerato? Che sono ancora vergine...
Perché glielo dico? Boh. Tutto sommato è che non saprei come gestire la situazione contraria con lei che mi porta dal medico, con lei che mi fa prendere contraccettivi, con lei che mi fa mille raccomandazioni o peggio ancora con lei che mi chiude in una stanza e butta via la chiave. Perché poi mia madre fa tanto la tipa aperta, ma se gli girano e credo che questo potrebbe essere uno dei casi, beh, diventa un subumano. Preferisco sbrigarmi le mie faccende da sola anche perché con questa piccola astuzia oramai quando Simone viene a trovarmi dormiamo insieme... La mia prima volta per lei avverrà quando smetterò di essere la sua bambina. Ovvero quando mi nascerà il primo figlio. O forse no. Appena mi becco un colpo di pazzia. Si, forse, meglio lasciar fare alla pazzia...
martedì, 19 febbraio 2008 Amarti m'affatica... ... ma non mi svuota dentro! Una volta tanto ^__^
giovedì, 14 febbraio 2008 Perché bisogna finire ciò che si comincia. (vd post precedente) "Con lui posso essere tutto quello che voglio": "Bottegaia"
"Inebetita/Infastidita"
"Smorfiosa"
"Incuriosita e soddisfatta sessualmente"
"Infinita"
"Turista"
"Gladiatrice"
martedì, 12 febbraio 2008 Non so che idea abbiate voi di me. Quella che ho io di me mi piace alquanto e questo è un bene, finalmente raggiunto, a fatica, ma conquistato e rimarrà nei secoli dei secoli. Amen. Rapportandomi ad una psicologia spicciola che la gente ama tanto si potrebbe dire che tutte le deviazioni che ho intrapreso dalla retta via (è bene dire che non esiste una retta via in assoluto, ma una retta per ciascuno di noi che non siamo mica dei punti per i quali passano infinite rette!) derivano da un paio di cose: l'ambiente che mi circonda esterno alla famiglia, e la famiglia (nel mio caso separata da quel dì che avevo circa meno o quasi 9 anni). Sempre son stata ben felice di quelle deviazioni, che mi hanno permesso di provare non dico tutto, ma tutto ciò che io volevo provare. E qui ribadisco che io la droga non l'ho mai provata proprio perché non la volevo provare e questo non fa di me una santa donna, ma fa di me una persona intelligentissima. Le scelte più sbagliate manco a dirlo le ho compiute in due campi: le amicizie e l'amore. Mano a mano però ho cercato di conoscermi al meglio e capire cosa andasse meglio per me. Non rinnego niente. Non sia mai. Sarebbe come dire che ho gettato 25 anni nel gabinetto. E io purtroppo nel gabinetto ci getto poco e niente, al massimo la polvere che tolgo dallo swiffer che passo per terra ed è una mano santa a chi è poco propensa a rovinarsi le manine come me lavando tutti i giorni il pavimento, perché la pulizia è cosa santa e giusta, ma mica ci dobbiamo rimettere la salute ;) Dicevo. Le amicizie. Ora come ora sfido a contarvi tra quelli che si reputano miei amici. E dico amico nel senso di irrinunciabile (cosa che ho definito mi sa e che gli altri non si offendano con uno solo di voi nel blog e una altro fuori da questo ambientaccio). Non è che io sia selettiva. E' che dimostrazioni vere di amicizia me ne son state date appunto solo da due persone, che di conseguenza passano dalla parte degli irrinunciabili e intoccabili. Quello che voglio aggiungere è che son ben lieta a darvi io prova della mia amicizia se siete un tantino timidi nel compiere il primo passo. Dicevo (2° tempo). L'amore. Ora come ora sfido... ehm no, questo era l'incipit di prima... Ricomincio. L'amore non esiste. Mi ritorna questo concetto che andavo ribadendo prima di incontrare Simone. Ora lo affermo ancora. L'amore non esiste. Esistiamo io e lui. Perché il prima è stato tutto bello bellissimo e sofferentissimo per fare di me quello che dovevo essere ora. Simone è quel qualcuno che pur non rinunciando a sé stesso mi ha fatto sentire l'unica cosa davvero importante nella sua vita. Mi ha dato fiducia, forza e coraggio di essere quella che sono incontrandomi per ben due volte senza trucco e restando rapito da ancora non so che cosa. Probabilmente il sorriso. Quello che lui ha elargito a me senza chiedermi nulla in cambio. Simone ha rischiato. Il tutto e da subito. Simone non è propriamente il figo da copertina eppure dopo mezza volta che l'ho visto mi ci sarei buttata addosso come non mi era mai accaduto, violando addirittura la regola d'oro delle ragazzette cosiddette brave: mai fare la prima mossa. Ebbene non la feci. La fece lui. E ancora non mi sono ripresa né forse voglio riprendermi. Simone non è il bello e dannato che mi travolgeva un tempo, né il classico contenitore di roba inutile che si trova troppo spesso in giro. Simone è il bravo ragazzo fatto persona, ma così terribile e vulcanico che mannaggia a me, non ho potuto fare altro che amare da subito. L'idea che ho di me è l'immagine dell'imperfezione in equilibrio. Nella mente e nel corpo. E quando mi si riaprono vecchie ferite, quelli che chiamo buchi neri dell'anima, finalmente qualcuno ha trovato il modo di tapparmeli e farmi essere felice. Questo weekend abbiamo festeggiato in anticipo il San Valentino che poi lui se ne va nientedimeno che in Venezuela, luogo dove sarei potuta andare anche io se non avessi da fare questi benedetti esami. Insomma luogo del festeggiamento è stato dalle mie parti. I magnifici "scavi di Pompei" che se qualcuno non avesse ancora capito Simone con la roba vecchia c'ha a che fare dato che è si epigrafista, ma archeologo di base. :D Il fatto è che con lui posso essere tutto quello che voglio. FOTOGRAFA da quando mi ha regalato la macchinetta "Calco di uno sfortunato pompeiano"
"Necropoli"
"Questione di buchi"
"Tramonto"
Continua...
giovedì, 31 gennaio 2008 Ogni volta. Ogni volta che dobbiamo dividerci gli chiedo: me lo lasci un ricordo di te? Me lo lasci un Te formato tascabile? Non resisto. Non ce la faccio senza di te. Ovviamente ce la faccio. Sia santificato skype, ma ce la faccio. Stavolta però non voleva correre pericoli. Mi ha lasciato un piccolo lui formato foto. Non ha nemmeno un anno. Ha i ricci tutti compattati, gli occhi teneri e la bocca più bella che possa avere un bimbo. L'ho messa sulla mia scrivania. E lo guardo ogni 5 minuti, cercando di resistere ai sogni di una nostra famiglia, con un figlio come lui da riempire di morsicini, o solo bacetti. Ai bimbi i morsicini non si possono dare... a lui, quando stiamo insieme, si! ^__^
lunedì, 21 gennaio 2008 Simone torna a casa, mette su una lavatrice mentre io studio... Mi annuncia per skype: [19.47.11] S scrive:azz Apro igoogle dove ho le mie pagine preimpostate. Accedo al Corriere. Leggo. «VOTEREMO CONTRO FIDUCIA» - Per Mastella, insomma, il governo non c'è più: «Se ci sarà da votare la fiducia, voteremo contro. Prodi, se vuole, può andare a cercare una maggioranza. Noi siamo per le elezioni, anche se questa è una prerogativa del Capo dello Stato. Ma dal punto di vista politico per noi è meglio andare a nuove elezioni». L'ex Guardasigilli sfida poi Veltroni: «Ha voluto correre da solo e ci ha esclusi. Adesso ha questa opportunità, la colga al volo» Rispondo così: [19.50.33] I scrive:è per questo che odio mastella E ora invece aggiungo: Sono tutti irriconoscenti. Prodi dovrebbe essere come un capo di famiglia che fa il bene dei suoi figli. I suoi figli gli sono tutti irriconoscenti. E qui non cito solo Mastella, ma qualsiasi politico che ha fatto parte dell'attuale governo e ha fatto i capricci dicendo: se non mi dai questo tolgo il mio appoggio. Non è questo il modo di fare. Da soli, voi partiti del cavolo con 300-400 affiliati non sareste niente di niente. Ecco perché me la prendo tanto. Perché volete senza in realtà essere niente. Intanto i vostri stipendi ve li siete presi, la pensione è cosa acclarata, le magagne che dovevate fare le avete fatte. Non siete degni della parola "uomo". Tutto qui. Non avete avuto un minimo di coscienza civile. Sappiate che non state lì tanto per favi i soldi, ma per fare il bene di tutti e tirando la corda da tutti i lati non avete fatto altro che logorarla. E se si spezza io spero che un giorno qualcuno spezzi voi.
sabato, 19 gennaio 2008 Le pause dal blog mi costano sempre un po' tanto. Eppure certe volte mi trattengo perché finisco col dire sempre le stesse cose. Sono felice. E forse è la notizia più importante che possa affidarvi. Un'altra è che ho finalmente avuto tempo di trasferire le prime foto del 2008 sul pc. Iniziamo con la numero 1: La prova dei miei 25 anni
Poi abbiamo delle prove costume di una mia carissima amica... La femme de la pluie
Infine una delle chicche più simpatiche della settimana che ho avuto il coraggio di immortalare nella mia cameretta: Sorpasso in due prospettive
mercoledì, 09 gennaio 2008 Da un paio di giorni sono cambiata. Ho 25 anni. Ho trascorso tutte le vacanze pensando ad oggi. Un anno in più e Simone di nuovo lontano da me. Ho vissuto 15 giorni completamente persa in lui e nei suoi sorrisi. Darei altri 25 anni per non perderlo mai. E' inutile ribadire che ogni giorno di più sembra la risposta ai miei desideri, che con lui mi sento libera di essere me stessa e di dire tutte le cose che mi passano per la mente senza filtrarle. Certe volte raggiungo anche picchi che non osavo nemmeno immaginare e lui è lì e accoglie tutto, con coraggio. Perché ci vuole abbastanza coraggio e determinazione per starmi accanto. Come per chiunque di voi, immagino. Dei miei 24 anni credo che voglio ereditare la saggezza e i buoni propositi, come quello di non far esistere persone solo perché son io a volere che esistano. Non ho mandato auguri se non me ne venivano fatti, non ho nemmeno guardato il cell ogni ora per scoprire chi è che tiene a me nei giorni di festa, non ho guardato attonita i numeri in rubrica di ex chiedendomi se fosse giusto star lì a rimuginare di inviare o non inviare parole senza senso. Perché il senso non è nelle parole, ma nei fatti. E poche pochissime persone sanno fare i fatti. Allora io decido di non farli esistere. Perché non posso che far esistere me. Perché poi, e non sono io a dirlo, di gente come me il mondo ne ha bisogno. E vi dico anche che ho avuto una grossa grossissima delusione da uno di voi. Perché ancora una volta fatto di parole e non di fatti, anzi forse la delusione è stata proprio nella mancanza anche delle parole. Una sola. Una scusa. Sarebbe finita lì. Son cose che per i miei 25 anni di età sembrano una bazzecola. Però io non ho voglia di far finta di niente. Non voglio che siano gli altri a decidere di non fare. Voglio decidere io e impedirvi di fare. Tutto qui. p.s. Simone ha finalmente fatto un favore a tutti i miei amici che quando si va in gita io sto sempre a chiedere se per favore portano la macchinetta fotografica. Per il mio compleanno ne ho avuta una tutta mia!
martedì, 25 dicembre 2007 Il Natale, quando arriva... arriva! Quest'anno l'ho aspettato con meno angoscia degli altri anni, probabilmente perché sapevo già da tempo come lo avrei trascorso. Senza mio padre, perché è da questa estate che si sono interrotti definitivamente i rapporti tra i miei, non possono nemmeno guardarsi più in faccia senza iniziare a insultarsi a vicenda. E questo distacco se da un lato mi crea una miriade di problemi con sensi di colpa inutili e beceri perché inopportuni in quanto io non ho fatto proprio niente di niente, dall'altro mi fa stare tranquilla perché non devo vivere con paura questi giorni (che in genere trascorrevamo con la famigliola riunita perché a Natale si è tutti più buoni) chiedendomi: quando iniziano a litigare e su cosa stavolta? Ieri eravamo noi 3, mamma, Francesco ed io. Ed eravamo perfetti insieme. Ho cucinato tutto con molta attenzione, senza aiuti che mamma è influenzata e mio fratello ha visto bene di andarsene a zonzo fino alle 20.40 di sera. Alla fine tutto buonissimo, superabbondante e senza alcun litigio. Abbiamo fatto felice anche mamma andando tutti alla santa messa di mezzanotte ed erano le 2 passate quando finalmente ho fatto ritorno a casa per fare l'unica cosa che mi restava da fare. Guardare il mio amore in webcam aprire il mio regalo. Lui che il sonno ce l'ha incorporato fin dentro le ossa, mi ha aspettato sveglio solo perché glielo avevo chiesto. E mentre lo guardavo provarsi quel maglione che dopo tante ricerche ho trovato pensavo che sono proprio tanto fortunata, perché questo Natale mi ha fatto un sacco di regali. Più di tutto mi ha regalato una nuova famiglia. La sua. Che mi ha accolto meglio che ne fossi davvero figlia, che trascorrerà insieme alla mia nella fredda L'Aquila la fine dell'anno e l'inizio di quello nuovo (si, ci trasferiamo tutti lì per 3-4 giorni). Che poi tante volte mi son detta: quanto vorrei che suo padre fosse stato mio padre. Però sono contenta lo stesso perché il mio amore che non ha più la mamma da fin troppo tempo può godere dell'affetto di quel padre meraviglioso. In questi giorni pensavo che il Natale non è solo una scocciatura perché devi andare a fare in giro i regali in una città sovraffollata e impazzita che ha aumentato tutti i prezzi perché così tutti sono più contenti. Il Natale è davvero simbolo della famiglia. Riunita. E più di ogni altra cosa ora vorrei averne una tutta mia, ma c'è tempo. Lascio qui il mio augurio per tutti, quelli che passeranno e quelli che non lo faranno. L'augurio di trovare nel vostro destino la cosa che possa rendervi più felici. Io quest'anno l'ho trovata. Il mio amore e la sua famiglia.
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